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Mazzoleni & Partners - commecialista-aziendeIl mondo delle imprese riserva mille ostacoli fiscali. Lo Studio Mazzoleni & Partners ti aiuta ad aggirarli con una serie di risposte che dissolvono ogni tuo dubbio.

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Cosa è il nuovo regime di contabilita semplificata per cassa?

Con la Legge di Bilancio 2017 il regime contabile semplificato è stata riformato introducendo il principio di cassa anche per questa particolare tipologia di contribuenti.

In sintesi, il reddito delle contabilità semplificate per cassa dal 2017 viene definito facendo riferimento ai ricavi realmente incassati e agl’acquisti effettivamente pagati a prescindere dalla competenza economica 

Sono una persona fisica che vorrebbe spesare i costi dell’autovettura personale all’interno dell’attività, come posso fare?

Deve essere predisposta una certificazione che dichiari che l’autovettura, per la quale si vogliono recuperare i relativi costi per consumi e/o manutenzioni, verrà utilizzata per lo svolgimento del proprio lavoro.

Sono il legale rappresentante di una SRL che saltuariamente acquista merce dall’Europa, devo compilare il modello INTRASTAT?

Dipende dal volume degli acquisti sostenuti nei singoli trimestre solari.

Secondo la nuova normativa in vigore dal 2018, se nel singolo trimestre vengono effettuati acquisti di beni o servizi dall’Europa per un valore inferiore a 200.000 euro, il modello non è da presentare.

Nel caso in cui venga superato il limite dei 200.000 euro trimestrale, l’obbligo dell’invio del modello Intrastat permane e dovrà avvenire su base mensile.

Una società di capitali che vuole sostituire la propria caldaia con una di nuova generazione può usufruire di qualche incentivo fiscale?

La risposta è affermativa se, con la sostituzione della vecchia caldaia con una nuova a condensazione di classe A, si otterrà un risparmio energetico. Per poter ottenere il beneficio fiscale, pari al 50% della spesa sostenuta da recuperare in 10 anni, si dovrà procedere con l’invio di una dichiarazione all’ENEA attestante l’importo e la tipologia delle spesa effettuata. Comunicazione che solitamente viene predisposta ed inviata da chi effettua l’installazione della caldaia o tramite un professionista certificato.

L’incentivo fiscale verrà inserito nella dichiarazione dei redditi dell’anno di effettuazione della spesa e nei successivi 9.

Come posso optare per lo spesometro semestrale?

Non essendoci indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, prevale il comportamento concludente del contribuente, con conferma tramite apposita indicazione in dichiarazione IVA 2019.

Ho sentito parlare del bando Storevolution finalizzato a sostenere l’innovazione nel settore commerciale. A cosa è relativo?

Il bando Storevolution è riservato ai negozi, ossia alle micro/piccole/medio imprese che operano nel settore del commercio e della vendita al dettaglio in sede fissa in Lombardia.
Gli interventi da realizzare dovranno rientrare nelle seguenti casistiche:

  • Acquisto di soluzioni e sistemi digitali per l’organizzazione del back-end.
    In questa casistica rientrano ad esempio soluzioni a supporto della fatturazione elettronica, soluzioni per incrementare le performance di magazzino, sistema di monitoraggio dei clienti in
    negozio (telecamere e sensori).
  • Sviluppo di servizi di front-end e customer experience, quali ad esempio sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi, sistemi di cassa evoluti e Mobile POS.
  • Omnicanalità con integrazione con la dimensione del retail online, come ad esempio lo sviluppo di canali digitali per supportare le fasi di prevendita, post vendita, siti informativi, e-commerce.

Le spese ammesse al contributo sono le seguenti:

  • Acquisto di arredi (solo nel caso di ristrutturazioni totali del punto vendita)
  • Opere edili murarie e impiantistiche
  • Acquisto di macchinari e attrezzature
  • Hardware e software
  • Consulenze
  • Servizi di formazione necessari alla realizzazione del progetto

Il valore minimo degli investimenti dovrà essere pari ad € 10.000,00 per ogni impresa partecipante e sono ammesse le spese fatturate e quietanzate a partire dal 01.12.2017.

A quanto ammonta l’agevolazione ed entro che termine devo presentare la domanda?

L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese considerate ammissibili con un importo massimo di € 20.000,00.
Le domande devono essere presentate in via telematica a Regione Lombardia a partire dalla data del 10.09.2018 ed entro il 08.10.2018

Numerose circolari e informative parlano dell’obbligo di fatturazione elettronica. Quando diventa obbligatorio questo adempimento e cosa si deve fare?

Dal 1° gennaio 2019, ad eccezione di casi marginali (titolari di partita Iva nei regimi agevolati, cosiddetti “minimi” e “forfetari” ed imprenditori agricoli con volume d’affari inferiore ad € 7.000,00), tutti i soggetti Iva dovranno emettere le fatture in formato elettronico, sia nei confronti della Pubblica Amministrazione (obbligatorio dal 2014), sia nei confronti di soggetti titolari di partita Iva e privati. Pertanto, ogni fattura verrà emessa in formato xml e trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia Entrate.

L’introduzione di questo nuovo procedimento viene anticipata al 1° luglio 2018 per:

  • Le cessioni di benzina o di gasolio per autotrazione, ad esclusione dei rifornimenti effettuati presso i distributori.
  • Le prestazioni fornite da soggetti subappaltatori delle imprese operanti con un contratto di appalto verso la Pubblica Amministrazione. Questa casistica troverà applicazione solo per i rapporti diretti tra il soggetto titolare del contratto con la PA e tra l’impresa appaltatrice e il fornitore di cui essa si avvale, escludendo gli ulteriori passaggi successivi.

Relativamente al rifornimento di carburante, dalla stessa data per poter detrarre l’Iva e dedurre il costo, sarà obbligatorio, per tutti i soggetti titolari di partita Iva, il pagamento tracciabile, escludendo quindi la possibilità di versare l’erogazione tramite contanti.

L’emissione delle fatture elettroniche avverrà tramite software/portali abilitati, previa esibizione da parte del cliente del QR CODE (biglietto da visita digitale del contribuente) contenente tutti i dati anagrafici riferibili al soggetto partita Iva. Lo stesso viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate mediante registrazione all’Area Riservata.

La ricezione delle fatture elettroniche avverrà tramite:

  • Un indirizzo PEC valido
  • Un codice identificativo di 7 cifre fornito dall’Agenzia delle Entrate previo accreditamento, solitamente effettuato dalle software-house

Come fatturare ad un cliente privato svizzero?

Per fatturare una cessione di beni mobili ad un cliente privato svizzero bisogna distinguere fra i seguenti casi:

  • Se il trasporto dei beni al di fuori della UE viene effettuato direttamente dal venditore (esportazione diretta), la fattura sarà emessa senza l'applicazione dell'Iva e dovrà riportare la seguente dicitura “operazione non imponibile Iva art. 8 c. 1 lett. a) DPR 633/72”;
  • Se il trasporto dei beni fuori dalla UE è effettuato a cura dell'acquirente o per suo conto (esportazione indiretta), potrebbero verificarsi le seguenti casistiche:
    • Se l'acquirente restituisce al cedente copia della fattura vistata dalla dogana di uscita dalla UE entro 90 giorni dall'operazione la cessione è “non imponibile iva art. 8 c. 1 lett. b) DPR 633/72”;
    • Se i beni oggetto della cessione sono di uso personale, possono essere trasportati all'interno dei bagagli personali fuori dalla UE e il loro valore è maggiore di euro 154,94 la fattura sarà emessa “non imponibile iva art. 38-quater DPR 633/72” a patto che l'acquirente restituisca al cedente la fattura vistata dalla dogana entro i quattro mesi successivi all'operazione;
    • negli altri casi la fattura va emessa con iva, fatta salva la possibilità per l'acquirente di chiederne il rimborso solo a determinate condizioni.

Sono un agente di commercio e possiedo un’autovettura acquistata due anni fa: ho intenzione di venderla ed acquistarne una nuova. Come devo procedere? Il trattamento ai fini fiscali e ai fini IVA, è lo stesso se scegliessi un noleggio a lungo termine anziché l’acquisto in proprietà?

La fattura di vendita dovrà essere fatta scorporando dal prezzo di vendita pattuito l’IVA (22%) per determinare la base imponibile e l’IVA, avendo detratto il 100% dell’IVA all’acquisto.

L’IVA sulla fattura di acquisto dell’auto nuova è detraibile al 100%

Se il prezzo di vendita è coerente con il valore di mercato e/o di usura (chilometraggio, ecc.) non ci sono controindicazioni. Ai fini reddituali, l’operazione potrebbe generare una plus o minusvalenza.

In caso di noleggio a lungo termine, valgono la stessa detraibilità IVA (100%) e deducibilità dei costi (80%) dei canoni di noleggio.

Sono una ditta in contabilità semplificata. Quante autovetture posso avere?

Se inerenti all’attività svolta, la normativa non prevede limiti per il possesso di autovetture.

Discorso diverso è il caso di un professionista, che può avere in carico una sola autovettura.

Voglio fare un acquisto all’estero all’interno della comunità europea: come posso procedere?

Anzitutto va verificata l’iscrizione al VIES: per questa verifica vi invitiamo a contattare lo studio.

In seguito dovrete comunicare la partita Iva al vs. fornitore il quale emetterà fattura senza l’applicazione dell’Iva.

Ricordiamo che per acquisti di beni superiori ai 200.000€/trimestre è prevista la presentazione degl’elenchi Intrastat.

Cosa succede se un forfettario riceve una fattura in reverse?

Nel caso un contribuente forfettario dovesse ricevere una fattura in reverse charge (esempio: prestazioni in edilizia, su fabbricati, Intrastat, rottami, manutenzioni su caldaie) è tenuto ad applicare l’iva in inversione contabile.

Poiché il regime non prevede il diritto alla detrazione dell’Iva, il contribuente risulta debitore d’imposta.

Considerando che l’iva deve essere versata entro il 16 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione, vi invitiamo a consegnare tempestivamente eventuali documenti in reverse.

Si possono prelevare/versare dal c/c importi in contanti superiori ad € 3.000? Posso pagare/incassare in contanti fatture di importo superiore ad € 3.000?

La legge vieta l’incasso/pagamento in contanti di fatture di importi superiori ai 3.000€.
Tale limite non è previsto per i versamenti relativi all’incasso di corrispettivi.

Le  imprese in contabilità semplificata sono passate, dal 01.01.2017, in regime di cassa e che le rimanenze non verranno più contabilizzate. Devo fare comunque l’inventario?

Si: sebbene le rimanenze non abbiano rilevanza ai fini reddituali, la normativa prevede comunque la redazione dell’inventario.

Sono un commerciante al minuto che emette scontrino fiscale. Qualora volessi fare un omaggio o uno sconto cosa devo fare?

I registratori di cassa sono generalmente predisposti per l’emissione di scontrini indicanti eventuali omaggi o sconti.

Sento parlare che arriverà la fatturazione elettronica per tutti… cosa vuol dire?

La normativa prevede che, a decorrere dal 01.01.19, la fatturazione verso qualsiasi controparte, sia titolari di partita iva che soggetti privati, dovrà essere in formato elettronico.
Come già previsto per le fatture emesse alla Pubblica Amministrazione, si dovrà trasmettere telematicamente ogni fattura emessa ad un sistema di interscambio creato appositamente dall’Agenzia delle Entrate.

Nel caso di detenzione di calcio balilla a titolo gratuito (non attivabile a moneta, né gettone, né affittato a tempo) l’Imposta Sugli Intrattenimenti (ISI) è dovuta?

L’Imposta è dovuta per qualunque apparecchio da intrattenimento installato in un esercizio aperto al pubblico. La legge non subordina il pagamento dell’ISI alla presenza di una forma visibile di pagamento per il gioco.

Nel caso di apparecchio da intrattenimento a noleggio, chi è l’obbligato al pagamento dell’Imposta sugli Intrattenimenti (ISI)?

L’imposta è dovuta dal noleggiatore/proprietario dell’apparecchio.

Voglio aprire un’azienda, che forma giuridica posso scegliere?

La scelta della forma giuridica per l’inizio di una attività imprenditoriale è una delle più importanti in sede di valutazione preliminare.  Qualora l’imprenditore voglia essere unico responsabile della propria attività, l’attività sarà svolta in forma individuale con la possibilità di assumere la caratteristica di impresa coniugale o familiare se alla stessa collaborano coniuge e familiari.

Se, invece, l’attività viene svolta da più soggetti si può scegliere tra le due grosse famiglie di società disciplinate dal codice civile:

  • Le società di persone a loro volta suddivise in società in nome collettivo (s.n.c.), società in accomandita semplice (s.a.s.);
  • Le società di capitali, a loro volta suddivise in  società a responsabilità limitata (s.r.l.), società per azioni (s.p.a.), società in accomandita per azioni (s.a.p.a.);

Come si costituisce un’azienda?

L’iter necessario per la costituzione di un’impresa varia in base alla forma giuridica scelta da adattare alla realtà imprenditoriale che si vuole costituire.

Le imprese individuali non necessitano di passaggi notarili (salvo le imprese coniugali e familiari) ed  è sufficiente inviare una Comunicazione di Inizio Attività al Registro delle Imprese, all’Agenzia delle Entrate per il rilascio della Partita Iva, all’Inps per l’iscrizione negli elenchi previdenziali e all’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni.

Per la costituzione di società, di qualsiasi tipo, è necessario l’intervento di un notaio per l’autenticazione dell’atto costitutivo e dello statuto sociale.

Cosa è una società a responsabilità limitata semplificata?

È una particolare forma di s.r.l. (società a responsabilità limitata) della quale ne prende tutte le caratteristiche ma con le uniche differenze che in fase di costituzione non è richiesto il versamento di un capitale minimo di euro 10.000,00 – essendo stabilito un capitale di euro 1,00 – ed evitando, per previsione di legge, il pagamento dell’onorario notarile.

Cosa è una società a responsabilità limitata unipersonale?

È una particolare forma di s.r.l. (società a responsabilità limitata) della quale ne prende tutte le caratteristiche, ma con la particolarità che il capitale sociale è sottoscritto da un’unica persona (fisica o giuridica) che detiene, pertanto, il 100% del capitale sociale.

Che tipo di contabilità devo adottare?

Le persone fisiche e le società di persone che conseguano ricavi  < 400.000 euro nel caso di attività di prestazioni di servizi o ricavi < 700.000 euro nel caso di altre attività possono fruire del regime contabile semplificato per cassa.

In alternativa, per scelta, possono esercitare l’opzione per l’applicazione della contabilità ordinaria.

Il regime contabile ordinario è obbligatorio per:

  • le società di capitali (SRLS, SRL, SPA) 
  • gl’enti pubblici/ privati e le associazioni che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali
  • Le persone fisiche e le società di persone qualora l’ammontare dei ricavi conseguito sia superiore ai limiti sopra citati

Quali sono le dichiarazioni fiscali da presentare?

Le dichiarazioni fiscali comuni a tutte le aziende sono:

  • dichiarazioni dei redditi (mod. Unico), con la quale di determinano il reddito (o la perdita) dell’azienda e le imposte da versare;
  • dichiarazioni Iva;
  • dichiarazione Irap;
  • Studi di settore
  • Certificazione Unica
  • Modello 770

Quali sono le caratteristiche principali di una “ditta individuale”?

È la forma giuridica più semplice e meno onerosa poichè basta una semplice Comunicazione Unica (Registro Imprese / Agenzia Entrate/ Inps/ Inail) per la sua costituzione.

La caratteristica principale è che vi è un solo titolare, l’imprenditore, il quale è l’unico responsabile e promotore della sua impresa. Non è imposta una quantità minima di capitale iniziale da investire ed essendo lui il responsabile di tutto il processo imprenditoriale, il rischio d’impresa ricade su sé stesso. 

La ditta individuale viene preferita, come forma giuridica, quando si devono svolgere attività che non richiedono grandi investimenti e che comportano rischi limitati.

Cosa è la SCIA?

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti (ASL, Comuni, Provincie ecc…). Questo significa che una persona può avviare la propria attività anche in un giorno, autocertificando tutti i requisiti necessari. Sarà poi onere degli enti autorizzati procedere con la verifica ed il controllo di quanto dichiarato ed eventualmente bloccare le attività in un secondo momento.

Cosa è la Smart card?

La Smart Card è una tessera formato “bancomat” che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale, ossia la propria firma.

Tale strumento è obbligatorio per tutte le pratiche che debbono essere inviate al Registro delle Imprese e per le pratiche inerenti la partecipazione a bandi della Regione Lombardia.

Cosa è una mail PEC?

La PEC è una mail che si differenzia da quelle tradizionali in quanto i messaggi dalla stessa, inviati ad un altro indirizzo PEC, assumono valore legale.

Tale sistema naturalmente è valido solo per gli invii effettuati da un indirizzo PEC ad un altro della stessa tipologia.

Ad oggi sono obbligati ad averla tutti gli iscritti al Registro Imprese e tutti gli iscritti agli albi professionali.

Cosa serve per aprire una partita iva individuale?

Innanzitutto è necessario individuare la tipologia di attività svolta: attività professionale o attività d’ impresa?

Se dovessi svolgere attività d’impresa, cosa mi serve?
Oltre ai dati identificativi (carta d’identità e codice fiscale), è necessario attivare un indirizzo mail certificata (PEC) e richiedere un dispositivo di firma digitale (SMART-CARD).
Naturalmente in base alla tipologia di attività da intraprendere potrebbero essere necessari ulteriori documenti/requisiti.

Se invece ho intenzione di svolgere attività professionale, non è necessario essere muniti di PEC/Smart-card, ma basta semplicemente inserire nel modello telematico dell’Agenzia delle Entrate i propri dati anagrafici.

Attenzione: anche l’attività professionale può essere soggetta ad autorizzazioni/requisiti professionali.

Per emettere una fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione cosa mi serve avere?

La fattura elettronica è una semplice fattura, che viene trasmessa all’ente pubblico con modalità telematica. Per poterla emettere è necessario avere:

  • Un programma e un canale di invio (SDI – Sistema di Interscambio) apposito, il quale provvederà ad inviare la fattura in formato xml richiesto dalla Pubblica Amministrazione.
  • Una smart – card (firma digitale) del titolare o del Legale Rappresentante.
  • I codici obbligatori rilasciati dall’ente, ossia CODICE UNIVOCO (codice che identifica l’ente pubblico di riferimento) e CODICE CIG (che identifica il servizio, la prestazione o l’ordine che viene fatturato) da inserire nella fattura elettronica.
  • Determina del Comune/scuola/… nella quale viene specificato l’importo da fatturare e le tempistiche per il pagamento. Inserire sempre gli estremi della determina (numero e data) nella descrizione della fattura che si sta emettendo.

Voglio registrare un contratto di comodato d'uso, cosa devo fare?

I passaggi da seguire sono i seguenti:

  • Sottoscrivere il contratto in duplice copia
  • Apporre una marca da bollo su entrambe le copie da € 16,00 ogni 100 righe
  • Versare l’imposta di registro di € 200,00
  • Compilare modello 69 disponibile in qualsiasi ufficio dell’Agenzia Entrate

Il tutto va presentato entro 20 giorni dalla data di stipula del contratto allegando la fotocopia dei documenti d’identità di tutte le parti. Il contratto di comodato d’uso sottoscritto tra genitori e figli e viceversa potrebbe dare delle agevolazioni.

Sono un' impresa edile proprietaria di immobili destinati alla vendita, devo pagare IMU/TASI?

I fabbricati costruiti e/o acquistati dall’impresa, destinati alla vendita, non sono soggetti all’Imu purchè sfitti, ma sono soggetti al tributo TASI.

Voglio comprare un'autovettura per la mia attività, quanto posso recuperare?

In linea generale l’autovettura è detraibile ai fini iva al 40% mentre ai fini reddituali è deducibile al 20%.
Tuttavia, alcune tipologie di attività e di regimi contabili prevedono normative diverse.
Per esempio, chi svolge l’attività di agente rappresentante detrae integralmente l’iva e deduce il costo all’80%; chi appartiene al regime dei minimi deduce il 50% del totale della fattura (imponibile + iva)

Perche’ ricevo una fattura per pulizie locali senza indicazione dell’iva?

La legge di stabilità 2015 ha inserito nell’articolo 17, comma 6 del DPR 633/1972 la lettera a-ter che ha esteso il meccanismo del reverse charge anche alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici.
La novità consiste nel fatto che, dal 1° gennaio 2015, le fatture per i servizi di pulizia emesse nei confronti di soggetti passivi Iva non conterranno più l’addebito dell’Iva.

Un cliente di un commerciante al dettaglio, che emette solo scontrini fiscali, chiede il rilascio di una fattura: come si deve comportare il commerciante?

Il commerciante può emettere fattura qualora il cliente ne faccia esplicita richiesta.
A tal proposito una circolare del ministero delle finanze specifica che l’emissione della  fattura può essere richiesta entro e non oltre le 24 ore successive dall’acquisto dei beni.
In tal caso l’emissione della fattura al momento dell’operazione fa venire meno l’obbligo di rilascio dello scontrino e il commerciante apporterà sul corrispettivo, in una colonna specifica in corrispondenza della data, l’importo e la numerazione della fattura emessa.

Come devo comportarmi nel caso salti la numerazione delle fatture emesse? e nel caso ne emetta due con lo stesso numero?

Nel primo caso occorre farne comunicazione nel piu breve tempo possibile al cliente inviando specifica richiesta di modifica numerazione.
Nel caso non fosse piu possibile occorre informare lo studio dell’avvenuto che provvederà a predisporre una dichiarazione di salto numerazione per cause involontarie.
Nel secondo caso sarà sufficiente apporre accanto alla numerazione della seconda fattura la dicitura BIS.

Un professionista può addebitare al cliente le spese di viaggio, vitto e alloggio?

Quando il rimborso riguarda spese sostenute per lo svolgimento dell’attività professionale come le spese di vitto, viaggio e alloggio documentate e sostenute al di fuori del Comune dove il professionista ha il domicilio fiscale possono essere addebitate in fattura in una voce specifica e seguiranno la stessa imposizione a ritenuta d’acconto, a rivalsa INPS e al trattamento IVA del compenso addebitato.

Ho ricevuto il bonifico da parte del cliente ma la banca ha trattenuta una ritenuta. Perchè?

La banca, per legge, trattiene sui bonifici bancari incassati relativi alle fatture emesse ai clienti per le spese di ristrutturazione e risparmio energetico, una ritenuta pari all’ 8%.
Alla fine dell’anno la banca invierà una certificazione riepilogativa delle ritenute subite che saranno considerate, ai fini della dichiarazione dei redditi, come acconto sulle imposte.

Ho ricevuto una fattura per manutenzione impianti: perché non hanno applicato l’iva?

La legge di stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) ha previsto un’estensione dell’applicazione IVA con il meccanismo del reverse charge (inversione contabile) alle operazioni poste in essere nei confronti di soggetti passivi IVA.
Con la nuova formulazione dell’art. 17, comma 6, del DPR 633/72, il reverse charge è applicabile anche ai servizi di pulizia, demolizione, completamento di edifici nonché attività di installazione, manutenzione e riparazione di impianti: elettrici, elettronici, idraulici, riscaldamento e condizionamento dell’aria, distribuzione del gas, spegnimento antincendio, ascensori e scale mobili.

Ho ricevuto fatture di acquisto relative ad anni precedenti, posso registrarle e detrarre l’iva relativa?

La registrazione di fatture passive può essere effettuata anche oltre l’esercizio, tenendo conto che: il diritto alla detrazione dell’IVA può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui lo stesso è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della sua nascita (esigibilità dell’imposta).

Perchè il primo anno di attività pago così tante tasse?

In sede di dichiarazione dei redditi ogni contribuente deve versare il saldo relativo all’esercizio in oggetto più una parte di acconti per l’anno in corso. Nella prima dichiarazione dei redditi il contribuente dovrà dunque versare il 100% delle imposte a debito risultanti più un acconto per l’anno in corso pari al 100% dell’imposta. In questo primo anno di attività non avrà quindi acconti pregressi da scomputare. Viceversa, a partire dalla dichiarazione successiva, il contribuente dovrà versare l’imposta a debito al netto degli acconti già versati, più gli acconti per l’anno successivo.

Un contribuente forfetario ha emesso una fattura nel 2016, ma l’ha incassata nel 2017: in quale anno questa fattura concorrerà alla formazione del reddito?

I soggetti che appartengono al regime forfetario determinano il reddito imponibile secondo il principio di cassa. Nel caso in specie, la fattura concorrerà alla formazione del reddito al momento dell’incasso, cioè nel 2017.

Come viene calcolata l’iva da versare?

La liquidazione periodica iva è data dalla differenza tra l’iva esposta sulle fatture di vendita (o compresa nei corrispettivi) e l’iva indicata sulle fatture di acquisto. Se le prime sono maggiori delle seconde si avrà un saldo periodico a debito, in caso contrario, a credito. In caso di risultato a credito, questo verrà riportato nella liquidazione successiva. In caso di saldo a debito, questa dovrà essere versata tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo (liquidazione mensile) oppure entro il giorno 16 del secondo mese successivo (liquidazione trimestrale).

Come faccio ad acquistare da un paese dell’unione europea?

Il requisito fondamentale per poter acquistare da un paese dell’Unione Europea è l’attivazione della partita iva comunitaria, ovvero l’iscrizione al VIES e tale iscrizione è automatica per le aziende di nuova costituzione. Se l’azienda non effettua operazioni per quattro trimestre consecutivi, si viene automaticamente esclusi da tale elenco e quindi è necessario verificare immediatamente di essere ancora iscritti e in caso contrario procedere all’iscrizione. L’acquisto all’estero prevede poi diverse casistiche a seconda del tipo di acquisto e dallo stato con cui si intraprende la relazione commerciale. Lo studio è a disposizione per ulteriori approfondimenti.

Qual è la differenza tra l’iva per cassa e la determinazione del reddito per cassa?

Questi due istituti riguardano ambiti diversi: il regime dell’iva per cassa prevede che il calcolo dell’iva del periodo si determini dalla differenza tra l’iva sulle fatture di vendita incassate nel periodo e l’iva sulle fatture di acquisto pagate nel periodo. Mentre la determinazione del reddito per cassa è una modalità secondo la quale un costo o un ricavo concorrono effettivamente alla determinazione del reddito solo nel momento in cui tale costo o ricavo è pagato o incassato. Per approfondire le modalità della loro attuazione vi invitiamo a contattare lo studio.

Come funziona l’acconto iva?

L’acconto iva è un acconto sull’iva a debito del quarto trimestre per i contribuenti trimestrali e del mese di dicembre per i contribuenti mensili che deve essere pagato entro il 27/12 di ogni anno. L’importo dello stesso può essere calcolato con diverse modalità e quella naturale consiste nel metodo storico. In base a questo metodo l’importo dell’acconto corrisponde all’88% del debito del quarto trimestre o del mese di dicembre dell’anno precedente. Nel caso in cui si vogliano approfondire le ulteriori due modalità di calcolo dell’acconto iva e valutare quale possa essere quella più conveniente vi invitiamo a contattare lo studio.

Ho intenzione di vendere la mia autovettura: come devo emettere la relativa fattura di vendita?

Per poter emettere correttamente la fattura di vendita di un’autovettura acquistata nell’esercizio della Sua attività, occorre anzitutto identificare la fattura di acquisto e il relativo trattamento IVA applicato, per individuare la casistica corretta.
Il caso più semplice è la vendita di una autovettura ove, all’atto dell’acquisto, è stata integralmente detratta l’IVA: in questo caso anche la fattura di vendita sarà totalmente soggetta ad IVA con aliquota ordinaria.
Se però all’atto dell’acquisto l’IVA è stata detratta – a titolo di esempio - al 40%, la fattura di vendita sarà assoggettata ad IVA proporzionalmente a quanto detratto all’acquisto, mentre la parte rimanente sarà ”fuori campo IVA”.

Ho sbagliato ad emettere una fattura ad un cliente già contabilizzata: come posso rimediare?

In caso di errori che non riguardano la base imponibile e/o l’IVA, è possibile far avere al destinatario copia della fattura corretta affinché provveda alla distruzione del documento inesatto e alla registrazione di quello corretto.
Negli altri casi occorre provvedere all’emissione di una nota di variazione, che può essere:

    1. in aumento (nota di debito): nel caso la prima fattura sia stata emessa per un importo inferiore a quanto contrattualmente pattuito,
    2. in diminuzione (nota di accredito) nel caso contrario, ossia qualora sia stato fatturato un corrispettivo superiore a quanto pattuito.La nota di debito e la nota di credito possono essere emesse anche in caso di sopravvenuto accordo tra le parti che ha modificato i termini inizialmente concordati (definizione di sconti, abbuoni, ecc.).

Ho un credito verso un cliente che e’ stato dichiarato fallito: come mi devo comportare?

Occorre anzitutto analizzare la comunicazione del curatore fallimentare per verificare i termini per la presentazione dell’istanza di ammissione al passivo del fallimento, affinché il credito da Lei vantato possa essere ammesso alla procedura fallimentare sino all’eventuale ripartizione finale dell’attivo del fallimento.
La domanda di ammissione sarà diversa a seconda del tipo di credito da Lei vantato (chirografario, privilegiato): lo Studio rimane a Sua disposizione per la relativa analisi.
Per quanto riguarda il trattamento civilistico/fiscale del credito, l’importo imponibile diventa una perdita fiscalmente deducibile nell’esercizio in cui è stato dichiarato il fallimento del soggetto debitore, mentre l’importo dell’IVA a suo tempo versata può essere recuperata attraverso l’emissione di una nota di credito intestata al fallimento.
Poiché la normativa in materia è in costante evoluzione ed aggiornamento, per definire il termine entro cui il creditore può emettere nota di variazione per il recupero dell’IVA, La invitiamo a contattare lo Studio per la verifica del caso specifico.

Posso rateizzare i debiti iva trimestrali e mensili?

I debiti infrannuali, a differenza del debito scaturito dalla liquidazione annuale, non possono essere rateizzati. Nel caso di impossibilità a pagare i debiti nei termini di legge stabiliti, c’è la possibilità di ravvedersi in corso d’ anno con il pagamento di interessi e di sanzioni.

Avevo un’auto prima dell’apertura della partita iva, posso inserirla nella contabilità?

Si, tutti i costi dell’auto, sostenuti durante l’esercizio dell’attività, possono essere parzialmente recuperati. Lo studio vi fornirà una bozza di autocertificazione per la dichiarazione di utilizzo della vettura nell’attività.

 

 


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