Lavoratori autonomi

Lavoratori autonomi

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Essere lavoratori autonomi significa affrontare sempre nuove sfide fiscali. Per fortuna c'è lo Studio Mazzoleni & Partners, che risponde a ogni tua domanda.

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Chi è un lavoratore autonomo?

Il lavoratore autonomo (libero professionista) è colui che offre un servizio o un’opera  di natura intellettuale ad un committente senza avere una organizzazione di impresa. Il lavoratore autonomo non è, pertanto, un imprenditore.

Quali sono i primi passi per diventare un lavoratore autonomo?

Il primo passo per l’inizio di una attività professionale è la richiesta di partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate.

Il lavoratore autonomo non si iscrive al Registro delle Imprese.

Quali sono i costi per l’apertura della partita Iva?

Il lavoratore autonomo può aprire la partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale. L’apertura della partita Iva avviene velocemente e senza nessun costo esclusivamente con modalità telematica. Le uniche spese affrontate coincidono con le tariffe del commercialista.

Che tipi di tasse e imposte bisogna pagare?

Le imposte da pagare annualmente sono :

  • Irpef – imposta sul reddito delle persone fisiche – in funzione del reddito dichiarato;
  • Irap – per i soli professionisti dotati di autonoma organizzazione;
  • Iva – versamenti periodici allo Stato dell’Iva incassata dai clienti detraendo quella versata ai fornitori di beni e servizi;
  • Tra i versamenti annuali vi sono anche quelli previdenziali. Se il professionista è iscritto ad un Ordine riconosciuto (medici, architetti, ingegneri, geometri, ecc..) sarà obbligatoriamente iscritto ad una cassa previdenziale privata; se il professionista è sprovvisto di cassa previdenziale si dovrà iscrivere alla Gestione Separata Inps.

Quali spese si possono scaricare?

Tutte le spese possono essere detratte se rispettano due principali requisiti:

  • Inerenza rispetto all’attività esercitata e Certezza documentale della spesa sostenuta.

Per i costi deducibili nel lavoro autonomo vale il criterio di cassa: cioè si possono dedurre le sole spese effettivamente pagate.

La percentuale di deduzione delle spese dipende dalla tipologia della spesa stessa. Le  spese sostenute esclusivamente per l’attività sono in genere deducibili al 100%  ( ad esempio le spese per il personale dipendente, l’acquisto di cancelleria, l’affitto di un ufficio,). Sono invece deducibili in percentuali limitate le spese considerate “promiscue” rispetto alla vita personale del professionista : sono per esempio spese promiscue le utenze se i locali dell’attività coincidono con la residenza, le spese per autovetture ed i telefoni cellulari.

Per emettere una fattura elettronica cosa mi serve avere?

 

La fattura elettronica è una semplice fattura, che viene trasmessa all’ente pubblico con modalità telematica. Per poterla emettere è necessario avere:

  • Un programma e un canale di invio (SDI – Sistema di Interscambio) apposito, il quale provvederà ad inviare la fattura in formato xml richiesto dalla Pubblica Amministrazione.
  • Una smart – card (firma digitale) del titolare o del Legale Rappresentante.
  • I codici obbligatori rilasciati dall’ente, ossia CODICE UNIVOCO (codice che identifica l’ente pubblico di riferimento) e CODICE CIG (che identifica il servizio, la prestazione o l’ordine che viene fatturato) da inserire nella fattura elettronica.
  • Determina del Comune/scuola/… nella quale viene specificato l’importo da fatturare e le tempistiche per il pagamento. Inserire sempre gli estremi della determina (numero e data) nella descrizione della fattura che si sta emettendo.

Voglio registrare un contatto di comodato d'uso , cosa devo fare?

I passaggi da seguire sono i seguenti:

  • Sottoscrivere il contratto in duplice copia
  • Apporre una marca da bollo su entrambe le copie da € 16,00 ogni 100 righe
  • Versare l’imposta di registro di 200,00
  • Compilare modello 69 disponibile in qualsiasi ufficio dell’Agenzia Entrate

Il tutto va presentato entro 20 giorni dalla data di stipula del contratto allegando la fotocopia dei documenti d’identità di tutte le parti. Il contratto di comodato d’uso sottoscritto tra genitori e figli e viceversa potrebbe dare delle agevolazioni.

Sono un professionista (lavoratore autonomo) iscritto alla mia cassa di previdenza, quali sono i contributi che devo versare e le comunicazioni da effettuare?

Ogni cassa di previdenza ha le proprie direttive sia a livello di versamenti sia a livello di comunicazioni.
Accedendo alla propria area riservata presente sul sito della cassa, potrete ottenere le suddette informazioni.

Voglio comprare un autovettura per la mia attività, quanto posso recuperare?

In linea generale l’autovettura è detraibile ai fini iva al 40% mentre ai fini reddituali è deducibile al 20%.
Tuttavia, alcune tipologie di attività e di regimi contabili prevedono normative diverse.
Per esempio, chi svolge l’attività di agente rappresentante detrae integralmente l’iva e deduce il costo all’80%; chi appartiene al regime dei minimi deduce solo il costo nella misura del 50%.

Perche’ ricevo una fattura per pulizie locali senza indicazione dell’iva?

La legge di stabilità 2015 ha inserito nell’articolo 17, comma 6 del DPR 633/1972 la lettera a-ter che ha esteso il meccanismo del reverse charge anche alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici.
La novità consiste nel fatto che, dal 1° gennaio 2015, le fatture per i servizi di pulizia emesse nei confronti di soggetti passivi Iva non conterranno più l’addebito dell’Iva.

Un cliente di un commerciante al dettaglio, che emette solo scontrini fiscali, chiede il rilascio di una fattura: come si deve comportare il commerciante?

Il commerciante può emettere fattura qualora il cliente ne faccia esplicita richiesta.
A tal proposito una circolare del ministero delle finanze specifica che l’emissione della  fattura può essere richiesta entro e non oltre le 24 ore successive dall’acquisto dei beni.
In tal caso l’emissione della fattura al momento dell’operazione fa venire meno l’obbligo di rilascio dello scontrino e il commerciante apporterà sul corrispettivo, in una colonna specifica in corrispondenza della data, l’importo e la numerazione della fattura emessa.

Come devo comportarmi nel caso salti la numerazione delle fatture emesse? e nel caso ne emetta due con lo stesso numero?

Nel primo caso occorre farne comunicazione nel piu breve tempo possibile al cliente inviando specifica richiesta di modifica numerazione.
Nel caso non fosse piu possibile occorre informare lo studio dell’avvenuto che provvederà a predisporre una dichiarazione di salto numerazione per cause involontarie.
Nel secondo caso sarà sufficiente apporre accanto alla numerazione della seconda fattura la dicitura BIS.

Un professionista può addebitare al cliente le spese di viaggio, vitto e alloggio?

Quando il rimborso riguarda spese sostenute per lo svolgimento dell’attività professionale come le spese di vitto, viaggio e alloggio documentate e sostenute al di fuori del Comune dove il professionista ha il domicilio fiscale possono essere addebitate in fattura in una voce specifica e seguiranno la stessa imposizione a ritenuta d’acconto, a rivalsa INPS e al trattamento IVA del compenso addebitato.

Ho ricevuto il bonifico da parte del cliente ma la banca ha trattenuta una ritenuta. Perchè?

La banca per legge trattiene sui bonifici bancari incassati relativi alle fatture emesse ai clienti per le spese di ristrutturazione e risparmio energetico, una ritenuta pari all’ 8%.
Alla fine dell’anno la banca invierà una certificazione riepilogativa delle ritenute subite che saranno considerate ai fini della dichiarazione dei redditi come acconto sulle imposte.

Ho ricevuto una fattura per manutenzione impianti: perché non hanno applicato l’iva?

La legge di stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) ha previsto un’estensione dell’applicazione IVA con il meccanismo del reverse charge (inversione contabile) alle operazioni poste in essere nei confronti di soggetti passivi IVA.
Con la nuova formulazione dell’art. 17, comma 6, del DPR 633/72, il reverse charge è applicabile anche ai servizi di pulizia, demolizione, completamento di edifici nonché attività di installazione, manutenzione e riparazione di impianti: elettrici, elettronici, idraulici, riscaldamento e condizionamento dell’aria, distribuzione del gas, spegnimento antincendio, ascensori e scale mobili.

Ho ricevuto fatture di acquisto relative ad anni precedenti, posso registrarle e detrarre l’iva relativa?

La registrazione di fatture passive può essere effettuata anche oltre l’esercizio, tenendo conto che: il diritto alla detrazione dell’IVA può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui lo stesso è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della sua nascita (esigibilità dell’imposta).

Perchè il primo anno di attività pago cosi’ tante tasse?

In sede di dichiarazione dei redditi ogni contribuente deve versare il saldo relativo all’esercizio in oggetto più una parte di acconti per l’anno in corso. Nella prima dichiarazione dei redditi il contribuente dovrà dunque versare il 100% delle imposte a debito risultanti più un acconto per l’anno in corso pari al 100% dell’imposta. In questo primo anno di attività non avrà quindi acconti pregressi da scomputare. Viceversa, a partire dalla dichiarazione successiva, il contribuente dovrà versare l’imposta a debito al netto degli acconti già versati, più gli acconti per l’anno successivo.

Un contribuente forfetario ha emesso una fattura nel 2016, ma l’ha incassata nel 2017: in quale anno questa fattura concorrerà alla formazione del reddito?

I soggetti che appartengono al regime forfetario determinano il reddito imponibile secondo il principio di cassa. Nel caso in specie, la fattura concorrerà alla formazione del reddito al momento dell’incasso, cioè nel 2017.

Come viene calcolata l’iva da versare?

La liquidazione periodica iva è data dalla differenza tra l’iva esposta sulle fatture di vendita (o compresa nei corrispettivi) e l’iva indicata sulle fatture di acquisto. Se le prime sono maggiori delle seconde si avrà un saldo periodico a debito, in caso contrario, a credito. In caso di risultato a credito, questo verrà riportato nella liquidazione successiva. In caso di saldo a debito, questa dovrà essere versata tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo (liquidazione mensile) oppure entro il giorno 16 del secondo mese successivo (liquidazione trimestrale).

Come faccio ad acquistare da un paese dell’unione europea?

Il requisito fondamentale per poter acquistare da un paese dell’Unione Europea è l’attivazione della partita iva comunitaria, ovvero l’iscrizione al VIES e tale iscrizione è automatica per le aziende di nuova costituzione. Se l’azienda non effettua operazioni per quattro trimestre consecutivi, si viene automaticamente esclusi da tale elenco e quindi è necessario verificare immediatamente di essere ancora iscritti e in caso contrario procedere all’iscrizione. L’acquisto all’estero prevede poi diverse casistiche a seconda del tipo di acquisto e dallo stato con cui si intraprende la relazione commerciale. Lo studio è a disposizione per ulteriori approfondimenti.

Qual è la differenza tra l’iva per cassa e la determinazione del reddito per cassa?

Questi due istituti riguardano ambiti diversi: il regime dell’iva per cassa prevede che il calcolo dell’iva del periodo si determini dalla differenza tra l’iva sulle fatture di vendita incassate nel periodo e l’iva sulle fatture di acquisto pagate nel periodo. Mentre la determinazione del reddito per cassa è una modalità secondo la quale un costo o un ricavo concorrono effettivamente alla determinazione del reddito solo nel momento in cui tale costo o ricavo è pagato o incassato. Per approfondire le modalità della loro attuazione vi invitiamo a contattare lo studio.

Come funziona l’acconto iva?

L’acconto iva è un acconto sull’iva a debito del quarto trimestre per i contribuenti trimestrali e del mese di dicembre per i contribuenti mensili che deve essere pagato entro il 27/12 di ogni anno. L’importo dello stesso può essere calcolato con diverse modalità e quella naturale consiste nel metodo storico. In base a questo metodo l’importo dell’acconto corrisponde all’88% del debito del quarto trimestre o del mese di dicembre dell’anno precedente. Nel caso in cui si vogliano approfondire le ulteriori due modalità di calcolo dell’acconto iva e valutare quale possa essere quella più conveniente vi invitiamo a contattare lo studio.

Ho intenzione di vendere la mia autovettura: come devo emettere la relativa fattura di vendita?

Per poter emettere correttamente la fattura di vendita di un’autovettura acquistata nell’esercizio della Sua attività, occorre anzitutto identificare la fattura di acquisto e il relativo trattamento IVA applicato, per individuare la casistica corretta.
Il caso più semplice è la vendita di una autovettura ove, all’atto dell’acquisto, è stata integralmente detratta l’IVA: in questo caso anche la fattura di vendita sarà totalmente soggetta ad IVA con aliquota ordinaria.
Se però all’atto dell’acquisto l’IVA è stata detratta – a titolo di esempio - al 40%, la fattura di vendita sarà assoggettata ad IVA proporzionalmente a quanto detratto all’acquisto, mentre la parte rimanente sarà ”fuori campo IVA”.

Ho sbagliato ad emettere una fattura ad un cliente già contabilizzata: come posso rimediare?

In caso di errori che non riguardano la base imponibile e/o l’IVA, è possibile far avere al destinatario copia della fattura corretta affinché provveda alla distruzione del documento inesatto e alla registrazione di quello corretto.
Negli altri casi occorre provvedere all’emissione di una nota di variazione, che può essere:

    1. in aumento (nota di debito): nel caso la prima fattura sia stata emessa per un importo inferiore a quanto contrattualmente pattuito,
    2. in diminuzione (nota di accredito) nel caso contrario, ossia qualora sia stato fatturato un corrispettivo superiore a quanto pattuito.La nota di debito e la nota di credito possono essere emesse anche in caso di sopravvenuto accordo tra le parti che ha modificato i termini inizialmente concordati (definizione di sconti, abbuoni, ecc.).

Ho un credito verso un cliente che e’ stato dichiarato fallito: come mi devo comportare?

Occorre anzitutto analizzare la comunicazione del curatore fallimentare per verificare i termini per la presentazione dell’istanza di ammissione al passivo del fallimento, affinché il credito da Lei vantato possa essere ammesso alla procedura fallimentare sino all’eventuale ripartizione finale dell’attivo del fallimento.
La domanda di ammissione sarà diversa a seconda del tipo di credito da Lei vantato (chirografario, privilegiato): lo Studio rimane a Sua disposizione per la relativa analisi.
Per quanto riguarda il trattamento civilistico/fiscale del credito, l’importo imponibile diventa una perdita fiscalmente deducibile nell’esercizio in cui è stato dichiarato il fallimento del soggetto debitore, mentre l’importo dell’IVA a suo tempo versata può essere recuperata attraverso l’emissione di una nota di credito intestata al fallimento.
Poiché la normativa in materia è in costante evoluzione ed aggiornamento, per definire il termine entro cui il creditore può emettere nota di variazione per il recupero dell’IVA, La invitiamo a contattare lo Studio per la verifica del caso specifico.

Posso rateizzare i debiti iva trimestrali e mensili?

I debiti infrannuali, a differenza del debito scaturito dalla liquidazione annuale, non possono essere rateizzati. Nel caso di impossibilità a pagare i debiti nei termini di legge stabiliti, c’è la possibilità di ravvedersi in corso anno con il pagamento di interessi di sanzioni.

Avevo un’auto prima dell’apertura della partita iva, posso inserirla nella contabilità?

Si, tutti i costi dell’auto, sostenuti durante l’esercizio dell’attività, possono essere parzialmente recuperati. Lo studio vi fornirà una bozza di autocertificazione per la dichiarazione di utilizzo della vettura nell’attività.

Regime dei minimi

Domande, risposte e chiarimenti sul regime dei minimi.

Regime forfetario

Domande, risposte e chiarimenti sul nuovo regime forfetario.

 


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