Regime forfetario

Regime forfetario

 

Mazzolen i& Partners-commecialista- Lavoratori autonomi - faqLo Studio Mazzoleni & Partners dissolve i dubbi di chi vuole aprire la partita Iva con l'opzione regime forfettario con una serie di domande e risposte.

 

Cosa è il regime forfetario?

Il regime forfettario è stato introdotto con la legge n.190/2014, divenendo il regime naturale per le persone fisiche titolari di partita Iva, ed ha subito sostanziali modifiche a far data dall’01.01.2016.

Quali sono i requisiti di accesso?

Essendo considerato un regime naturale, tutte le nuove iniziative produttive, salvo opzione per il regime ordinario, vi accedono automaticamente senza limiti temporali.
Per potervi accedere devono essere rispettati i seguenti requisiti:
limiti di ricavi/compensi annui (come specificato di seguito);
valore dei beni strumentali al 31.12 di ogni anno inferiore a € 20.000;
spese per lavoro dipendente/assimilato inferiore ad € 5.000 annui.

Quali sono le cause di esclusione?

Sono esclusi dal regime forfetario coloro che:
non sono soggetti residenti;
si avvalgono di regime speciali ai fini iva o dei regimi forfetari per la determinazione del reddito;
effettuano in via prevalente cessione di fabbricati o terreni edificabili ovvero mezzi di trasporto nuovi;
contemporaneamente partecipano in società di persone e/o SRL trasparenti;

Nell’anno precedente hanno percepito reddito da lavoro dipendente o assimilato superiore a € 30.000; tale condizione non sussiste in caso di cessazione del rapporto lavorativo.

Quali sono i vantaggi del regime forfettario?

I contribuenti che si avvalgono di questo regime possono beneficiare delle seguenti semplificazioni:
esonero dalla tenuta dei registri contabili;
esonero dalla registrazione delle fatture emesse, dei corrispettivi e degli acquisti;
esonero dalle liquidazioni Iva, versamenti Iva, dichiarazioni Iva;
esonero dallo Studio di Settore;
esonero dall’applicazione della ritenuta di acconto Irpef;
esonero dalla comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute;
esonero dalla comunicazione trimestrale Iva.

Quali sono gli obblighi del regime forfetario?

I contribuenti forfetari sono comunque tenuti alla:
conservazione e numerazione delle fatture ricevute e delle bollette doganali;
certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti;
indicazione della specifica dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’art.1 comma 58-59, della legge di stabilità 2015 (legge190/2014) e non soggetta a ritenuta d’acconto”;
integrazione delle fatture relative agli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori d’imposta;
versamento dell’Iva entro il 16 del mese successivo a quello dell’effettuazione dell’operazione, per il debito di cui al punto sopra.
applicazione dell’imposta di bollo di € 2,00 sulle fatture emesse, in presenza di importi superiori ad € 77,47.

A quale tipo di tassazione è sottoposto il regime forfetario?

I forfetari determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi/compensi incassati nell’anno d’imposta le percentuali di redditività indicate di seguito. Dal reddito si possono dedurre i contributi previdenziali versati, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori familiari fiscalmente a carico. L’imposta sostitutiva applicata è pari al:
5% per i primi 5 anni d’imposta ai cosiddetti forfetari start-up (nuove attività);
15% a partire dal sesto anno d’imposta o per le attività già esistenti.

Quali sono i limiti di ricavi e coefficienti di redditività?

Tabella-1 Regime forfettario

Conseguenze in caso di superamento del limite di ricavi/compensi?

In caso di superamento del limite di ricavi/compensi, dall’anno successivo scatta automaticamente il passaggio al regime ordinario.

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