Se ho guadagnato… dove è finito il mio utile?

Se ho guadagnato… dove è finito il mio utile?

Di Roberto Mazzoleni, 26 ottobre 2017

Buongiorno!

Se con attenzione hai letto il precedente articolo e, preso dalla curiosità, hai stampato il tuo conto economico dell’anno 2016, magari una situazione aggiornata del 2017 ed hai cominciato a rispondere ai quesiti che ti avevo posto, oggi ti trovi in una di queste due condizioni:

  • Il tuo conto economico ti dà indicazioni assolutamente positive e ritieni quindi che non devi intervenire su nessuna delle voci di ricavo o costo che trovi contabilizzate.

oppure

  • Hai evidenziato alcune voci di ricavo o costi che ritieni debbano essere verificate e ti sei posto dei dubbi su quali azioni puoi mettere in pratica per ottimizzare il risultato economico della tua azienda.

Se sei nel secondo caso, non perderti i prossimi appuntamenti perché andremo proprio ad affrontare, nella pratica, questi argomenti.

Oggi, invece, voglio toccare il tema finanziario.

Nell’articolo precedente prendevo ad esempio la necessità di un imprenditore di finanziare la propria azienda e la mia risposta interrogativa sulle cause che avevano portato a questa situazione.

La seconda domanda che potrebbe essere posta a questo imprenditore è la seguente:

“ma ti sei accorto solo oggi, di fronte al problema del fine mese, che ti mancava liquidità?”

Evidentemente vi è una carenza di programmazione delle finanze e, forse più preoccupante, un’assenza di informazione sullo stato delle finanze aziendali e sul loro andamento!

Non serve uno strumento tecnologico di controllo di gestione per tenere monitorata la dinamica della “cassa” della tua azienda. Basta semplicemente avere sempre sott’occhio il saldo bancario.

Inizia da qui: ogni giorno guarda il saldo dei tuoi conti correnti.

Ti renderai conto, in un mese, dell’andamento dei tuoi conti: si alzeranno per la riscossione delle fatture emesse, si abbasseranno per il pagamento di fornitori ed altri creditori. Ma se il conto economico ti dice che stai guadagnando, anche la cassa dovrà migliorare.

La cassa non racconta bugie: se non migliora, o non guadagni, i casi sono due:

non stai incassando oppure non spendi correttamente i tuoi soldi.

E bada bene, non sto certamente dicendo che i saldi bancari devono essere positivi (anche se lavorare senza l’aiuto delle banche non è un’utopia), infatti, se utilizzi gli affidamenti di cassa concessi dalle banche, dovrai comunque notare che l’andamento degli stessi avrà una movimentazione simile a quella di una serpentina: sale quando incassi e scende quando paghi.

Se incassi più di quanto spendi, tutto sta funzionando correttamente.

So che stai pensando che quanto detto finora siano pure banalità, però credimi, nella mia esperienza, ti posso dire che spesso per cercare di risolvere i dilemmi degli imprenditori sull’andamento della propria liquidità, la base di partenza è proprio questa semplice azione.

Soprattutto è fondamentale il tempo nel quale si interviene per raddrizzare il meccanismo!

L’imprenditore che tiene monitorato il proprio saldo cassa, non appena nota qualcosa che non va è certamente avvantaggiato rispetto a colui che apre gli occhi solo quando i buoi son fuori dalla stalla.
E riportarli dentro a volte è complicato!

Troppo spesso la domanda che l’imprenditore mi pone quando insieme analizziamo il conto economico è la seguente:

Studio-mazzoleni-dov'è-finito-il-mio-utile“Ma se mi dici che guadagno, dove è finito il mio utile… in banca non ce l’ho!”.

Questa è la domanda che preferisco.

Analizzando gli scostamenti dei dati patrimoniali, che significa mettere a raffronto i dati contabili dello stato patrimoniale di due periodi temporali diversi, si può scoprire, ad esempio:

  • che hai crediti crescenti verso clienti (e quindi non tutto il fatturato prodotto nel periodo è stato incassato),
  • investimenti pagati con la liquidità ordinaria (uno degli errori più comuni nell’ambito della pianificazione finanziaria!)
  • oppure, e questa è l’anomalia caratteristica delle società di persone (snc o sas), dei forti prelievi utili dei soci (cioè i soci si sono presi più soldi di quelli che hanno guadagnato).

Fate questa semplicissima analisi degli scostamenti, lì troverete la risposta alla domanda che mi viene spesso posta!

Nell’ultimo caso che mi è capitato, poiché l’analisi degli scostamenti aveva evidenziato un forte aumento dei crediti verso clienti in condizioni di parità di ricavi, ci si è concentrati sulle tempistiche di incasso dei crediti ed individuato quali azioni porre in essere per migliorare il tempo di incasso in un determinato periodo.

Concludendo, in questi primi due articoli abbiamo toccato due argomenti principali:

  • la gestione del conto economico
  • la gestione della finanza aziendale

nelle prossime puntate entreremo nel merito di ciascuna di queste due grosse aree e, con calma, analizzeremo queste tematiche.

Alla prossima!

 

 

 

 

 

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