Com’è il tuo margine di contribuzione?

Com’è il tuo margine di contribuzione?

Di Roberto Mazzoleni, 6 maggio 2018

Se hai letto il mio articolo precedente, e, preso dalla curiosità sei andato a verificare quanto è il valore quotidiano dei tuoi costi fissi e tieni monitorato il tuo margine di contribuzione, ora puoi certamente iniziare a fare un passo avanti.

Tutto dipende dall’esito della relazione tra il valore dei costi fissi e il margine di contribuzione.

Opzione 1

Il valore del margine di contribuzione è superiore al valore dei costi fissi.

Sei quindi nella situazione di tranquillità economica; crei utile, ma se ciò nonostante hai comunque problemi di liquidità (cioè di cassa) non perderti il prossimo articolo.

Studio mazzoleni controllo ricavi attivitaOpzione 2

Il valore del margine di contribuzione è inferiore al valore dei costi fissi.
Il tuo locale, ogni giorno, perde soldi.
Quindi, non solo non produci utile, ma addirittura ti trovi nella situazione di non riuscire nemmeno a remunerare il tuo lavoro (quello che nell’articolo precedente ho definitivo il “tuo stipendio”).

È quindi strettamente necessario andare all’origine di questo problema.

1) I tuoi costi fissi sono troppo elevati.
Prendi tutti i costi fissi che hai elencato e fatti una valutazione.
Che incidenza hanno sul volume dei tuoi corrispettivi?
Quali azioni posso essere fatte per diminuirne l’impatto?
Pensa ad esempio al canone di locazione del tuo locale: che incidenza ha sui ricavi totali?
Può essere rivisto con il proprietario?

Fai però attenzione ad una cosa: vi è una soglia minima di costi fissi sotto la quale non si può andare; se per esempio fai attività di marketing e per diminuire i costi fissi pensi di abbattere questi costi, beh… ti stai approntando un’azione che innegabilmente toccherà la tua capacità di produrre ricavi.

Quindi, stai attento: i costi fissi si possono diminuire, ma non devono produrre conseguenza negative sull’andamento aziendale.

2) Il tuo margine di contribuzione è basso.
Quali ricariche applichi sui tuoi prodotti?
Sono in linea con il mercato e la concorrenza?
Produci importanti ricavi solo in presenza di saldi o con sconti alla clientela importanti?

Non puoi non sapere il margine di ricarico che applichi, sia in valore medio che per ogni singolo prodotto che vai a vendere. Questa è la base!

Fare promozioni o sconti ti potrebbe addirittura portare a fare vendite sotto costo e quindi addio al margine di contribuzione.

3) I tuoi ricavi sono sotto soglia 
Sei stato attento su tutta la parte dei costi fissi, adotti margini di ricarica in linea con il mercato (e comunque positivi), ma ciò nonostante la differenza tra il margine di contribuzione e i costi fissi (ricordati sempre di considerare il tuo stipendio) è negativa.

Quindi il volume dei tuoi ricavi è troppo basso. Devono aumentare, non ci sono altre soluzioni.

Facile a dirsi, caro dottore. Ma come faccio a far entrare gente nel mio locale e a farli spendere?

Marketing. Una parola sola: Marketing.

Rubo (in prestito) un’affermazione di un notissimo marketer italiano: “L’imprenditore è un soggetto che sa di numeri ed è esperto di marketing”.

Puoi avere il prodotto o servizio più bello al mondo, ma non sei in grado di collocarlo non potrai mai avere ricavi (=vendite).

Quindi valuta bene la tua strategia di marketing, la tua collocazione sul mercato e quali azioni puoi intraprendere in tal senso.

Chi ha seguito il mio ultimo corso in controllo di gestione, ha avuto modo di vedere come nelle azioni di controllo non può essere omessa quella sull’area “marketing”. È fondamentale.

L’obiettivo di questi due articoli è stato quello di darti alcuni spunti per avere sempre sotto controllo l’andamento economico della tua attività.
Come spesso ripeto, non serve un mega software di controllo di gestione per avere questi dati.
Serve volontà, invece, per tenerli monitorati e muoversi poi di conseguenza.

Alla prossima puntata.

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