[I Pilastri aziendali] I Debiti

[I Pilastri aziendali] I Debiti

Di Roberto Mazzoleni, 6 Ottobre 2015

pilastri aziendaliCon il precedente articolo abbiamo preparato il campo alla costruzione del nostro cruscotto di controllo. Infatti, abbiamo analizzato lo scenario prospettico in cui si muove la nostra azienda ed abbiamo fissato gli obiettivi da raggiungere in un determinato arco temporale.

Ed ora che dobbiamo costruire il nostro cruscotto… che ci mettiamo?
Torniamo al cruscotto della nostra macchina: ritenete importante che vi segnali la diminuzione del carburante e la velocità alla quale state guidando? Direi di si…
ma se vi segnalasse che i tappetini hanno un po’ di polvere sarebbe altrettanto utile?
Ecco…il cruscotto deve avere questa funzione, monitorare le attività che riteniamo essenziali ed importanti per la nostra azienda.

Noi abbiamo provato ad elencare dodici attività ineludibili per qualsiasi azienda e le abbiamo definite “pilastri aziendali”.

Vi sorprenderà vedere che i pilastri di un’azienda non sono tutti frutto di numeri o di dati patrimoniali ed economici, ma anche di semplici azioni che però devono essere una regola nella gestione ordinaria. Prima di continuare, se non lo hai letto, prenditi 2′ per leggere “LA TUA AZIENDA È ANCORATA SULLA ROCCIA?“.

Ve li elenco, non in ordine d’importanza, ma come mi vengono, perché tutti concorrono in egual modo ad ottenere gli obiettivi aziendali (proprio come Furino per la mitica Juve degli otto scudetti negli anni ’70/80).

Il primo pilastro di cui vi parlerò è:

NON FATE DEBITI CATTIVI, o se preferite, FATE DEBITI BUONI

Questo primo pilastro tocca i numeri dell’azienda e, nello specifico, il livello e la qualità dell’indebitamento.

Indebitarsi per un’azienda significa richiedere capitale a terzi soggetti.
I debiti, a seconda del soggetto terzo, possono essere di natura:

  • finanziaria (le banche)
  • commerciale (i fornitori)
  • di altra natura (dipendenti/erario/enti previdenziali).

Fare debiti non è di per sè un aspetto negativo, ma è assolutamente negativo non cercare l’equilibrio finanziario dell’azienda.

L’equilibrio finanziario è formato da un insieme di elementi.

Partiamo dalle fonti di finanziamento di un’azienda che sono le risorse necessarie da impiegare per l’acquisizione dei fattori produttivi.
Le fonti di finanziamento si dividono sostanzialmente in due gruppi:

  • il capitale proprio (dell’imprenditore)
  • il capitale di terzi (banche, fornitori, erario, ecc.) che in funzione del tempo di pagamento, si divide in:
    • capitale a breve termine (entro 12 mesi)
    • capitale a medio/ lungo termine (oltre 12 mesi).

Dalla frase precedente si capisce come il fattore “tempo” nell’analisi dell’equilibrio finanziario sia fondamentale.
Con un gioco di parole possiamo dire che:

  • le fonti di finanziamento servono a sovvenzionare gli impieghi
  • gli impieghi servono a produrre ricavi
  • i ricavi a ripagare il rimborso delle fonti.

Se vi è discrasia temporale tra  queste relazioni sarà impossibile avere equilibrio finanziario.

Spesso mi capita di colloquiare con imprenditori che si lamentano della scarsa liquidità della propria azienda. Poi vado ad analizzare i numeri e mi accorgo che hanno acquistato beni strumentali utilizzando gli affidamenti in conto corrente della banca (il fido, tanto per capirci).
Secondo voi è buona cosa? Certamente no! Un bene strumentale, per sua propria definizione, è un elemento immobilizzato dell’azienda, cioè partecipa alla produzione del reddito in più anni. E’ per questo motivo che deve essere acquistato con capitale a lungo termine (un finanziamento, un leasing…)!

Dovete sapere che l’equilibrio finanziario si misura con delle semplici formule di relazione.
Non voglio entrare in tecnicismi, mi basta che sappiate che esistono indici di bilancio che verificano l’equilibrio finanziario dell’azienda e che, tenuti sotto controllo periodicamente, vi danno un’importante comunicazione su come si sta muovendo la vostra situazione finanziaria. E, come in medicina, se si interviene subito su un malato, è più facile guarirlo!

Pertanto, nella tua azienda, l’equilibrio finanziario è sotto costante ed attento esame?

Ed ora vi lancio una provocazione: per anni le aziende hanno lavorato senza ricorrere agli istituti di credito: poi sono arrivati i “salvo Buon Fine”, “l’anticipo fatture”, “gli affidamenti in conto” e gli interessi economici hanno iniziato a superare, nel bilancio, il 3% dei ricavi.

Ma vi siete chiesti se esiste solo l’istituto di credito come soggetto terzo finanziatore?

Venture capital, crowfounding, mini bond… sembrano parolacce, ma in realtà sono nuovi strumenti di finanza d’impresa che possono, in determinate situazioni, essere utili per portare capitale fresco all’azienda svincolandole dal legame col sistema bancario!

Ecco, raccontato in poche righe il primo pilastro, come già detto non per importanza… ma che risponde ad una prima domanda: la tua azienda ha debiti buoni o debiti cattivi?

Ti stanno venendo in mente tanti pensieri, quindi è il momento di lasciarci e darci appuntamento al prossimo articolo con gli altri pilastri aziendali!

Oggi 6 ottobre ne parlerò anche all’evento che si terrà presso la Green House a Zogno alle ore 18.00.

A prestissimo
Roberto

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